Sotto qualsiasi notizia di fisco le due parole compaiono come sinonimi. Non lo sono. La differenza non è di grado né di morale: è di legalità, e ha conseguenze molto concrete su cosa si rischia.
Evasione: nascondere
Evadere significa occultare all’amministrazione qualcosa che aveva diritto di sapere. Non dichiarare compensi, incassare in nero, dedurre costi inesistenti, tenere un conto estero non dichiarato. È illegale, comporta sanzioni, e sopra determinate soglie smette di essere un illecito amministrativo per diventare reato tributario, con pene detentive previste dal D.Lgs. 74/2000.
Elusione: usare le regole
Eludere significa organizzare la propria attività per pagare meno, dentro ciò che la legge consente e senza nascondere nulla. Scegliere un regime invece di un altro, dedurre ciò che è deducibile, decidere quando realizzare una plusvalenza. È legale per definizione: se il risultato non fosse legale, si chiamerebbe evasione.
Ed è qui il disagio: gran parte di ciò che indigna nelle notizie sulle grandi imprese è elusione. Legale. Il problema, quando c’è, sta nella norma che lo permette, non in chi la usa.
La zona grigia ha un nome: articolo 10-bis
Tra le due c’è un territorio in cui l’operazione è formalmente legittima ma priva di sostanza: costruzioni senza ragioni economiche reali, messe in piedi solo per ottenere un vantaggio fiscale.
La risposta italiana è l’abuso del diritto, disciplinato dall’articolo 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente. Consente all’amministrazione di disconoscere i vantaggi fiscali di operazioni prive di sostanza economica che realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti, e di tassare come se quella costruzione non fosse mai esistita.
Attenzione a una cosa che si legge poco: l’abuso del diritto non è punibile penalmente. Restano il recupero dell’imposta e le sanzioni amministrative, ma non è reato — proprio perché non c’è occultamento. È la prova migliore che le due categorie sono diverse davvero, non solo a parole.
Quasi tutti i paesi UE hanno la loro versione di questa clausola, per effetto di una direttiva comune: in Francia si chiama abus de droit, in Portogallo cláusula geral antiabuso.
Perché la distinzione interessa a chi legge
Perché decide cosa si rischia. Chi elude rischia, nel peggiore dei casi, un accertamento: l’amministrazione non condivide la qualificazione, applica il 10-bis, e si paga la differenza con gli interessi. Chi evade rischia sanzioni e, oltre certe soglie, un procedimento penale.
Per questo conviene diffidare di chi presenta le due cose nello stesso pacchetto. C’è parecchia gente che vende «strutture» descrivendole come pianificazione e che, guardate da vicino, funzionano solo se qualcosa non viene dichiarato. La domanda che separa l’una dall’altra è semplice: se il fisco vedesse questa operazione per quello che è, ci sarebbe un problema?
Continua a leggere su Piratax
- Come funziona davvero una convenzione contro le doppie imposizioni
- Criptoattività: il fisco non dipende più da quello che dichiari
- Regime forfettario: cosa ti fa uscire davvero
Fonti: art. 10-bis della Legge 212/2000 (Statuto del contribuente), D.Lgs. 74/2000 sui reati tributari, Direttiva (UE) 2016/1164. Questo non è un parere fiscale.